Parrucchieri del Canton Ticino: stipendio minimo di 2350 euro

Nella vicina svizzera precisamente al Canton Ticino il Consiglio federale ha dichiarato di obbligatorietà generale il nuovo contratto collettivo di lavoro, approvato dall’ultima Assemblea dei delegati coiffuresuisse. Entra in vigore il 1 marzo 2018. Non sono state sollevate obiezioni. Il motivo per cui un nuovo CCL sia importante sta nel fatto che la situazione nel nostro settore  richiede urgenti soluzioni.

Parrucchiere qualificato con esperienza viene premiato

Nell’attuale congiuntura, per diverse ragioni i giovani parrucchieri hanno difficoltà nel trovare lavoro, fra l’altro anche a causa della loro mancanza di esperienza. Se si aumentasse il salario minimo si aggiungerebbe un ulteriore problema. Le nuove leve non troverebbero un posto di lavoro oppure solo un’occupazione parziale. Noi siamo sempre stati dell’opinione che il settore abbia bisogno di una soluzione globale.
Il che significa non aumentare il salario minimo nel CCL, bensì considerare il salario minimo esistente come salario d’entrata. D’altra parte vogliamo migliorare l’immagine del settore. Se si vuole valorizzare il mestiere di parrucchiere bisogna offrire ai collaboratori un piano di carriera e crescita professionale. La proposta di riconoscere l’esperienza è stata un’idea di coiffure­SUISSE. Nel nuovo CCL l’attuale salario minimo di  3800 franchi, è stato stabilito come salario d’entrata per tirocinanti con AFC. Nei primi cinque anni dopo aver iniziato a lavorare, il salario – in base all’esperienza acquisita – a partire dal terzo anno dopo gli esami di fine tirocinio verrà aumentato in base all’importo fissato dal CCL, fino a raggiungere dopo 5 anni i 4000 franchi per chi è in possesso di un AFC.

Stipendio d’entrata per apprendisti parrucchieri non qualificati

I collaboratori che non dispongono di un diploma riconosciuto dal SEFRI non sottostavano finora al CCL e quindi il datore di lavoro non era obbligato a pagare un salario minimo. Il mercato ha reagito assumendo sempre più collaboratori senza formazione riconosciuta, poiché non li si doveva pagare un salario minimo. Questo fatto procurava quei saloni un vantaggio concorrenziale, permettendo loro di offrire prestazioni di servizio a prezzi vantaggiosi in confronto a quelli che impiegavano personale qualificato e che dovevano pagare un salario minimo. Nel corso delle trattativeè stato proposto di stabilire nel nuovo CCL anche un salario minimo per non qualificati e praticanti. I sindacati avevano richiesto la stessa cosa e si sono dichiarati d’accordo.

Un premio per chi si  impegna e si  forma

Se i collaboratori investono tempo e denaro nel loro perfezionamento, i loro sforzi verranno premiati. coiffuresuisse è dell’opinione che se qualcuno si impegna per la formazione degli apprendisti e supera il modulo didattico, abbia il diritto al riconoscimento e ad un aumento di 200 franchi sul salario di base, nel caso in cui lui o lei assumano nel salone la responsabilità per la formazione. Chi dispone del certificato federale (esami professionali) e ha almeno tre anni di esperienza ha il diritto a 300 franchi in più sul salario di base. Chi è in possesso di un diploma federale (esami professionali superiori) e di almeno 4 anni di esperienza professionale, riceverà il salario di base + 500 franchi. I supplementi non sono però cumulativi. Vale il titolo di studio più alto.

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Controllo dell’affitto della poltrona da parte della Commissione paritetica

L’affitto della poltrona è il risultato di uno sviluppo di mercato difficile. Magari in Svizzera esistono semplicemente troppi saloni. Non lo possiamo giudicare, ma è un dato di fatto che abbiamo il doppio di saloni pro capite nei confronti dei nostri vicini Germania e Francia.

Vista la grande concorrenza, molti imprenditori parrucchieri iniziano a risparmiare. Provano  a ridurre i rischi aziendali scaricandoli sui collaboratori, e cioè spingendoli verso l’affitto di poltrona. Il titolare  riceve così regolarmene un importo fisso ed il locatario di sedie deve sopportare il rischio totale il che significa che deve arrangiarsi a trovare i clienti. Questa spiacevole situazione è purtroppo la conseguenza della mancanza di leggi.

L’affitto della poltrona in Svizzera non viene proibito esplicitamente, ma non è nemmeno permesso. Solo la legge sull’assicurazione ne beneficia e per meglio dire l’imposta sul valore aggiunto e le assicurazioni sociali. Infatti i locatari di sedie non vengono considerati  come indipendenti, bensì come dipendenti.

Se non c’è una legge che regola chiaramente l’affitto di poltrona non si può far niente. Il nostro settore ha quindi deciso che la Commissione Paritetica sia quella che deve intervenire nell’ambito dei parrucchieri. Il nuovo CCL contiene una lista con i criteri in base ai quali si può riconoscere se esiste uno stato di indipendenza fittizio. La CP parrucchieri ha il compito di controllare i registri dei salari. Se durante questi controlli viene constatato in un salone che una persona serve dei clienti, ma non risulta sul registro salari, il titolare del salone ne deve rendere conto. Se non lo può motivare, la Commissione paritetica è autorizzata a denunciarlo alle autorità fiscali.
Il nuovo CCL entra in vigore il 1 marzo 2018 con la DFO e scadrà il 31 dicembre 2020, risp. potrà essere disdetto al più presto entro tale data. Nelle prossime settimane ogni salone riceverà per posta un esemplare stampato della Commissione paritetica.
Impedirà soprattutto la rovinosa battaglia dei prezzi che si è creata nel nostro settore per la mancanza di un salario minimo per collaboratori non qualificati. Siamo convinti che il nuovo contratto calmerà il mercato e ci sosterrà nel poter offrire le nostre prestazioni di servizio a condizioni buone. In questo senso guardiamo tutti assieme al futuro in modo positivo.

Fonte: coiffuresuisse associazione per tutti i parrucchieri e le parrucchiere in Svizzera.

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